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Oltre alla vicinitas, è richiesto il concreto pregiudizio per impugnare il titolo abilitativo del vicino

(TAR Veneto, sez. II, 17 settembre 2019, n. 986)

Il TAR Veneto ha dichiarato inammissibile un ricorso, proposto dal confinante e diretto ad ottenere l’annullamento del titolo rilasciato al vicino, in cui risultava mancante l’allegazione di un concreto pregiudizio derivante dall’esecuzione delle opere edilizie assentite. La sentenza richiama precedenti conformi del Consiglio di Stato.

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La decorrenza del termine per impugnare in caso di comunicazione della aggiudicazione incompleta

(Cons. Stato, sez. V, 20 settembre 2019, n. 6251)

Si va consolidando l’orientamento giurisprudenziale secondo cui, in caso di comunicazione della aggiudicazione che non contenga anche i verbali di gara o la descrizione sommaria delle ragioni che hanno indotto la Commissione giudicatrice a preferire l’aggiudicatario, il termine decadenziale per esercitare l’azione di annullamento non decorre, se non da quando il concorrente abbia avuto piena conoscenza dei profili di lesività dell’aggiudicazione.

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La differenza tra ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo

(Cass. pen., sez. III, 18 settembre 2019, n. 38611)

La Cassazione penale richiama e ribadisce l’orientamento della giurisprudenza amministrativa in tema di classificazione degli interventi edilizi. In particolare, la nozione di ristrutturazione edilizia contempla la realizzazione di limitati incrementi volumetrici, purchè contenuti, per mantenere una distinzione rispetto alla nozione di nuova costruzione. Di contro, il risanamento conservativo si caratterizza per il mancato apporto di modifiche sostanziali all’assetto edilizio preesistente, sia all’interno che all’esterno.

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Generalizzato l’obbligo di esaminare il ricorso principale unitamente all’incidentale

(Corte di giustizia UE, sez. X, 5 settembre 2019, causa C-33318, Lombardi)

La Corte di giustizia ha stabilito che l’obbligo di non dichiarare irricevibile il ricorso risulta applicabile anche quando “altri offerenti abbiano presentato offerte (…) e i ricorsi (…) non riguardino offerte siffatte classificate alle spalle delle offerte costituenti l’oggetto dei suddetti ricorsi per esclusione”.

La conclusione viene giustificata con la considerazione secondo cui “non si può escludere che (…) l’amministrazione aggiudicatrice sia indotta a constatare l’impossibilità di scegliere un’altra offerta regolare e proceda di conseguenza all’organizzazione di una nuova procedura di gara”.

Ulteriore (e forse definitiva) smentita dell’approccio inaugurato dalla Plenaria n. 4 del 2011.

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Assoggettamento a VIA e normativa sopravvenuta

(Consiglio di Stato, sez. IV, 29 agosto 2019, n. 5972)

La IV sezione precisa che non devono essere necessariamente sottoposte a valutazione di impatto ambientale (od a verifica di assoggettabilità) le “estensioni” o le “modifiche” di progetti che, in base alla normativa sopravvenuta, non siano più soggetti ex lege a V.I.A. e che, dunque, se presentati ex novo, non dovrebbero esservi necessariamente sottoposti

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